Convento Cappuccini

Chiesa e convento dei Cappuccini (Fraz. Calella)- LA STORIA


Fu fatto erigere nel 1606 da Maria Ravaschieri, sorella di Carlo, morto prematuramente, su una porzione di podere rustico comprato dai sigg. Giovan Antonio e Fulvio de Franco, denominato la Cava di Struggile ( da cui si estraeva il famoso marmo verde di Belmonte, che ancora in quella zona affiora in superficie). Maria donò il convento ai Padri Cappuccini senza riserva di dominio. La chiesa è intitolata a S.Giuseppe e in essa, appena finiti i lavori, furono traslate dalla Chiesa Madre, ove rimasero per circa otto anni, le ossa di Carlo Ravaschieri. Più tardi , nel 1628, il figlio di Maria, Giovan Battista Ravaschieri, fece apporre nella chiesa una lapide a memoria dello zio. Successivamente, alla Chiesa e al convento fu annesso l’orto, che i Padri coltivavano con parsimonia. Le questue venivano fatte in Belmonte, Longobardi, Fiumefreddo, Falconara e Lago. La maggiore elemosina veniva data dal Principe. Tra i Carmelitani ed i Cappuccini non correva buon sangue, e quando i due conventi erano fiorenti, l’antagonismo tra loro era tale che i Cappuccini si costruirono una via propria detta “via di Calella”, che portava direttamente davanti il Castello e che evitava di passare per la strada che i Carmelitani abitualmente percorrevano. I Frati cappuccini proclamarono il culto di S.Bonaventura, Dottore della Chiesa, facendolo proclamare patrono del paese, la cui festa ricorre il 15 luglio. La sua statua, di fattura seicentesca, durante la processione,  veniva trasportata da quattro  dottori. I carmelitani, per emulare i “rivali” cappuccini, proclamarono comprotettore di Belmonte S.Francesco di Paola, collocando la statua nella loro Chiesa. La Chiesa dei Cappuccini divenne sede delle tombe gentilizie dei principi di Belmonte, che venivono tumulati nella cappella di S. Antonio, al lato dell’altare. All’edificio primario, furono aggiunte, nel 1738, delle mura,  ancora oggi ben conservate. Il Convento conserva l’atrio, con corridoio di colonne e volte, il pozzo al centro del chiostro, il portico con due antiche meridiane. Anche il Convento dei cappuccini, come quello carmelitano, fu soppresso in seguito al decreto di Gioacchino Murat e dato in enfiteusi  assieme alla Chiesa al sig. Bonaventura Del Giudice e suoi congiunti. Il 21 luglio 1857, Re Ferdinando II autorizzava la ripristinazione del Convento, ma tra i religiosi e i Del Giudice ci furono dei contrasti tanto che, dopo l’approvazione di alcune Leggi emanate dal Parlamento del nuovo Regno, le quali rischiavano di ledere i diritti di proprietà dei Del Giudice, i religiosi dovettero d’improvviso lasciare il convento. Dopo l’inutile intervento di Padre Giacinto Osso da Belmonte e la momentanea riapertura del convento, la dimora fu definitivamente chiusa nel 1872.

 
 

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